Approfitto di questa imprevista e prolungata sosta a Santiago a causa del forte terremoto che ha colpito il Cile per scrivere questo articolo che da tempo avevo in mente.
Voglio parlarvi di un altro dei miei pensieri di viaggio: “In un viaggio, come nella vita, si può provare a pianificare tutto, ma sarà solo il destino a determinare il nostro percorso. Allora perché, qualche volta, non lasciarsi trasportare dagli eventi e vedere come va a finire.”
E voglio farlo partendo da una semplice riflessione sull’etimologia della parola “destinazione”. Non so se sia proprio l’interpretazione corretta, ma a me viene in mente come l’unione di due parole “destino” e “azione”, ossia azione del destino. E questo è ancora più evidente se tradotta in spagnolo “ir a su destino” – “andare alla sua destinazione”. Ai giorni nostri, i viaggi sono certamente più sicuri e determinati di quelli di un tempo (mi viene in mente quello di Ulisse verso Itaca), ma rimangono pur sempre con una buona dose di incertezza anche se spesso ci dimentichiamo di questa cosa. Pensiamo che tutte le cose andranno come abbiamo previsto e ci irritiamo per ogni imprevisto che ci capita lungo il cammino. Non pensando però, che forse quell’imprevisto tanto fastidioso, può essere migliore di quello che sarebbe successo se tutto fosse andato come previsto. Per sfortuna o forse per fortuna non sapremo mai quali sviluppi avrebbe avuto la nostra esistenza nell’altra situazione. Questo vale allo stesso modo nella vita, spesso ci irritiamo se i nostri piani o le nostre aspirazioni non vanno proprio come abbiamo pensato. Con questo non voglio dire di lasciare al destino tutti i nostri progetti e sogni, ma di accettare positivamente quello che ci capita cercando di prendere il meglio da quello che la vita ci offre.
Vi lascio con una bellissima canzone di Joan Manuel Serrat, ispirata ad una poesia di Antonio Machado, che ho scoperto grazie ad una mia amica di Concepcion (epicentro del terremoto cileno).
Caminante no hay camino (Joan Manuel Serrat)
Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar.
Nunca perseguí la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi canción;
yo amo los mundos sutiles,
ingrávidos y gentiles,
como pompas de jabón.
Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
súbitamente y quebrarse…
Nunca perseguí la gloria.
Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar…
Hace algún tiempo en ese lugar
donde hoy los bosques se visten de espinos
se oyó la voz de un poeta gritar
“Caminante no hay camino,
se hace camino al andar…”
Golpe a golpe, verso a verso…
Murió el poeta lejos del hogar.
Le cubre el polvo de un país vecino.
Al alejarse le vieron llorar.
“Caminante no hay camino,
se hace camino al andar…”
Golpe a golpe, verso a verso…
Cuando el jilguero no puede cantar.
Cuando el poeta es un peregrino,
cuando de nada nos sirve rezar.
“Caminante no hay camino,
se hace camino al andar…”
Golpe a golpe, verso a verso.
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traduzione in Italiano
Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.
Mai cercai la gloria,
né di lasciare alla memoria
degli uomini il mio canto,
io amo i mondi sottili,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.
Mi piace vederle dipingersi
di sole e scarlatto, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
improvvisamente e disintegrarsi…
Mai cercai la gloria.
Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.
Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.
Viandante non esiste il sentiero,
ma solamente scie nel mare…
Un tempo in questo luogo dove
ora i boschi si vestono di spine,
si udì la voce di un poeta gridare
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Colpo a colpo, verso dopo verso…
Il poeta morì lontano dal focolare.
Lo copre la polvere di un paese vicino.
Allontanandosi lo videro piangere.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Colpo a colpo verso dopo verso…
Quando il cardellino non può cantare.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a nulla pregare.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Colpo a colpo, verso dopo verso.
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video su youtube